L'ANFIDA,
costituita nel 1974, è l'associazione che in seno alla Confederazione
Generale dell'Industria Italiana (Confindustria) rappresenta la categoria nelle
forme previste dallo Statuto Confederale, di essa fanno parte le aziende private
che hanno per scopo l'attività acquedottistica, ivi compresa, la depurazione
delle acque e la gestione delle fognature, qualunque sia la loro forma giuridica.
Attività
L'ANFIDA,
titolare del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, si propone di promuovere
la solidarietà e la collaborazione tra le imprese associate, di organizzare
studi, ricerche, dibattiti su temi di interesse della categoria, di tutelarla
sul piano economico e sindacale e di rappresentarne gli interessi generali ponendosi
come interlocutore nei confronti di enti, organizzazioni, amministrazioni pubbliche
e private anche mediante la designazione o la nomina di propri rappresentanti,
quando questa sia prevista, e mediante la sua promozione ove essa, pur non prevista,
sia ritenuta utile.
Nell'ambito di quanto sopra da diversi anni, in modo sistematico, l'Associazione
collabora con il N.A.R.S., Ci.P.E e Comitato di Vigilanza nella definizione
dei criteri di aggiornamento delle tariffe del ciclo idrico e del Metodo Normalizzato.
Associati
Ad
ANFIDA aderiscono la quasi totalità delle aziende private italiane (comprese
quelle di più grande dimensioni) ubicate sul tutto territorio nazionale
ove assolvono prevalentemente il servizio acquedottistico svolgendo altresì,
quello di depurazione e di allontanamento delle acque reflue.
In un settore, caratterizzato da forte staticità negli ultimi anni, si
tratta di una presenza rilevante e di alta qualificazione imprenditoriale che
si pone al servizio delle amministrazioni locali con le sue tradizioni di professionalità,
con le sue risorse finanziarie e manageriali, con le sue più avanzate
tecnologie: che ha cioè tutte le carte in regola per eliminare alla radice
inefficienza e sprechi che rappresentano un costo per la collettività
ed un ostacolo sulla via dello sviluppo.
Strategie
di sviluppo
Nella
consapevolezza che alla parte politica ed alle amministrazioni pubbliche vada
attribuito il compito di governo, di indirizzo e di controllo della risorsa
idrica, è alle forze imprenditoriali che deve essere finalmente aperta
la gestione del servizio in modo da assicurare a tutti il massimo risultato
con il minimo sacrificio.
In un mercato aperto e concorrenziale, in cui non esistano posizioni di privilegio,
le imprese private, senza appesantimenti per la spesa pubblica, possono assicurare
con la gestione del sevizio il corretto impiego degli investimenti richiesti
dal settore incanalando verso di esso risorse cui va riconosciuta attraverso
la tariffa una remunerazione adeguata. Tariffa adeguata insieme con una gestione
che deve svolgersi nella logica di un'impresa sono condizioni irrinunciabili
per raggiungere obbiettivi di qualità e di quantità voluti nel
rispetto della efficienza, della efficacia e della economicità del servizio.
Dati
del Settore
Facendo
riferimento ai dati esposti dal Comitato di Vigilanza nella annuale relazione
al Parlamento dell'Anno 2000 e riferiti alle elaborazioni Istat del 1999 sui
dati dei conti consuntivi dei Comuni dell'anno 1996 il fatturato complessivo
del settore idrico ammonta a più di 3,2 miliardi di Euro a fronte di
un volume di acqua erogata di 6.000milioni di metri cubi e di un numero di addetti
circa 50.000.
Per quanto riguarda le aziende private, sempre la stessa fonte, riporta che
l'8% della popolazione è servita dalle aziende private, il 42,5% dalle
aziende pubbliche e la restante parte da gestioni ancora in economia.
Di seguito alcuni dati riferiti all'anno 2000 delle aziende associate ad Anfida
e riferiti alle gestioni acquedottistiche :
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Dati
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Valori
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| Abitanti serviti |
3.300.000
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| Metri cubi erogati gestioni finali |
400.000.000
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| Metri cubi erogati gestioni ingrosso |
250.000.000
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| Lunghezza rete Km. |
15.000
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